l’oro del mattino
l’oro del mattino
è una strada del Valdarno
parabrezza d’auto con la brina
è un percorso nuovo
per un sabato di scuola
è un freddo che va bene
che risveglia
è seguire i fiumi fianco a fianco
confluire perdersi e avanzare
l’oro del mattino è questo giorno
che è iniziato altrove
ed è un odore addosso
buono
che riempie l’abitacolo
è un profumo d’altra pelle
che mi tinge ed entra dentro
per restare un po’
con me
è un castello in terra
che va verso l’aria
ed è antico eppure stamattina
sembra un po’ più bello
o un po’ più vero
contro il cielo
l’oro del mattino è questo campo
che ha già messo su dei fili d’erba
e son qui che penso a come fanno
a stare là senza riparo
tutti intirizziti nella brina
e il vero inverno ancora ha da venire...
è d’oro questo giorno
è un cielo a base grigia che si sta scaldando
ed ha una luce strana
fendinebbia
e ad ogni curva si fa spazio
fuori e dentro me
lo sento
questo senso d’oro
che si sta scoprendo
e c’è la musica
gli U2
che mi accompagna
e uno stupore quieto
di una notte di dolcezza
che mi fa guardare intorno e dare un nome
un po’ diverso
ad ogni cosa
è vivo questo giorno
e guardo l’acqua adesso
mentre varco il ponte
e il sole è uscito fuori
tutto
è solo un attimo
un passaggio
ma mi resta dentro
questo sguardo d’Arno
che si fa due braccia
verso monte
e un isolotto
un po’ di nebbia
ed un riflesso forte
che fa male agli occhi
ma mi piace
e guardo in basso e vedo
tanti aironi
e senza farlo scendo
e gusto questo sole
e ancora dentro l’auto annuso l’aria
e l’acqua
e appoggio mani e mento
sopra il parapetto
e resto lì quanto mi va
mentre lo saluto
il ponte
e poi parcheggio
timbro il cartellino
e inizio la giornata di lavoro
ho l’oro dentro
acque
sole
e freddo che non fa paura
tenerezza
e forza
di ogni filo d’erba
di ogni nuovo inizio
di ogni cosa vera
