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due anni fa esatti ho scritto questa poesia albero e terra (guardami)
dopo aver incontrato una mattina quest'albero vicino a San Giovenale - Reggello
ed esserci tornato tante volte di giorno e di notte
prima ho ascoltato lui e fatto parlare lui
poi anche la terra ha iniziato a farsi sentire
albero e terra (guardami)
sradicato
arrovesciato
spezzato
trattengo brandelli di te
boccone di terra
quanta ne posso
e cerco di succhiare ancora
di abbracciarti ancora
di respirarti fecondarti proteggerti
ancora
di sentirti
e amarti nel solo modo
che conosco
e stringo massi di ricordi
memorie stravolte
accecate e nude
sotto un sole senza veli
hai usato le mie viscere
segrete e contorte
forcipe violento
per svellerti e tirarti
fuori
da te stessa
impazzita
scivolata
disintegrata via
da me
venuta fuori
asciugarti scioglierti
sola e inesorabile
ritornare terra
nella Terra
nuovo inizio
nuove carezze
nuove profondità
ancora
solo
terra
vergine
tutta tua
maledetta
adorata
compagna
amica mia
assassina
nella notte della mia vita
anello interrotto
nelle mie reni grandi
spezzate
vento gelido
sicario
alle mie spalle
spinge forte e tu
ti sgretoli sotto me
ti sbricioli
dilegui
soglia muta
sull’abisso
schianto
in un attimo
tutto capovolto
tutto me
per sempre
e tu
dove sei
e perché?
amico mio
strappato spezzato
sconvolto
resisti
l’abbraccio
che mi tiene in alto
sostieni il mio ritorno
a casa
pioggia lenta
pezzi che si staccano
dalla tua morsa
e trovano
il disegno
ricorda
le stagioni
che ci hanno visto
solo albero mio
e solo terra tua
e non chiamarle
indietro
adesso
guardami
ruvida
e tagliente
il tocco mio
diverso
ti graffia ovunque
aspetta
ancora
guarda
i miei solchi
la mia pena
rintanata
e riconosci l’urlo
di chi ha deciso dentro
di ritornare fuori
a respirare
rivedersi
ritrovarsi
e credi
anche per me
che questo ha un senso
vero
riconosci in me
la vita
che va avanti
il verde nuovo adesso
sui miei fianchi
e
segui il tuo percorso
arriva fino in fondo
cuneo vivo
del tuo ceppo
renditi libero
e vero
tu
e
forse
anche lontani
noi ci riscopriremo
forse
e ci
riabbracceremo
prima o poi
le tue parole
nuove
per me
lingua straniera
ancora
lacerato dentro
teso sull’abisso
sono varo di me
adesso
senza vederti
né sentirti
ti tengo e ti do
spazio
tra volo
e prigione
cieco sento un mare
sconosciuto
che risacca
dentro me
respiro piano
e cerco dentro
e intorno
aria
acqua
sole
e terra
nuova
da abbracciare
e forse
ritrovare
forse
un nuovo Cielo
nuovo senso
nuovo me
disperso
in fuoco di camino
mensa apparecchiata
semi deposti
ed affidati al tempo
albero
immortale
in cerca
della sua
terra fedele
e amata
Reggello, 8-17 aprile 2005
quattro giorni dopo ho scritto sponde
queste due poesie
apparentemente così distanti
sono semplicemente i due capi
dello stesso bastone
sponde
…scorri adesso
aprendoti e
spiegandoti
bello tutto
carico
e leggero
disbrigliata forza che
accarezza
lascia
tocca
e abbraccia
roccia
terra
muschio
e sassi
terra
e poi radici
e ancora
roccia
gocce…
sgroppi e fletti
giravolti
prendi slancio
resti e salti
sciogli e stendi
adesso
tiri via e
deponi
cose vive
e abbandonate
pregni essenza
tutto ciò che incontri
lasci il segno e
assaggi
e cerchi
di ogni cosa un tocco
un gusto
un suono
o un aroma intenso
o un impronta
lieve
tutto quanto
rendi te
ogni senso
ti fai ricco
dentro
adesso
di ogni cosa
viva
che ti rende
danza…
…respiri
e poi
ti allarghi
apri
e protendi
dove c’è spazio
tempo
silenzioso e
trovi
provi
e vivi
adesso
nuovo
intenso
e armonioso
equilibrio
in movimento
paziente
e forte
profondo
e vero
di infinito Cielo
figlio
e segno
Reggello, 21 aprile 2005
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Una canzone per te
U2 - feat. Mary J. Blige, One
we are one
but we are not the same
we get to carry each other
carry each other
one...