domenica 17 giugno 2007

tramonto sul Valdarno (Almeno Credo)


l’aria è ferma
riempie ogni cosa e non è troppa né poca
non è pesante come cappa
ma non è neppure leggera
nonostante i voli

ed è la stessa fuori e dentro la finestra
della colombaia

mi affaccio a tre quarti
spolvero il davanzale dalle tracce delle rondini
e mi ci appoggio

è strano stare qui
e prendere soltanto il senso dello spazio
delle distanze
ma non di un’altra aria
altrove

è sempre la stessa
dentro e fuori
preriscaldata quanto basta
per servirla su piatti ordinari
col contorno di attesa

ascolto i suoni allora

domenica sera anzi fine pomeriggio
di metà giugno 2007

aspetto di scaldarmi un caffè
ho dormito sul tappeto
del salotto
c’era più fresco
o forse semplicemente
ero già lì

ore a pancia all’insù
recuperate alla notte bianca

già
chissà perché si dice bianca
la notte in cui non dormi…
per me ha avuto tanti colori
anzi forse troppi tutti insieme

un arcobaleno di casino sulla Sieve
all’Ingorgo Sonoro 2007
in un carnaio anche questo esagerato
bello anche troppo
ma troppo è un avverbio
che comunque lo giri
ti ripete che non era quello
che volevi
fosse solo per la quantità eccessiva
e lo sai bene
inutile fingere

musica ovunque
e gente pure
ragazzi giovani adulti uomini e donne
ovunque
in struscio concentrato
imbuto delle stradine del centro di San Piero

io ho ballato per ore
quello mi è piaciuto
a volte era difficile
o forse più facile non so
sciogliere i movimenti
pressati dalla calca
anzi dai corpi
preferibilmente di ragazze

però era ganzo aveva una sua
logica di eccesso
con il calpestio sempre maggiore
di bicchieri di plastica

fiumi di birra
passati sopra le teste
e vuoti a perdere macinati sotto

e io seguo la musica
il ritmo soprattutto quello
che io non so chi l’avrà inventato
forse lo stesso della donna
ma non mi spiego come si possa avere
un’idea così geniale
di darti un senso del ritmo dentro

e lo penso anzi me lo godo
mentre mi arrivano nella pancia
e sento sotto i piedi il basso
e la cassa della batteria

ed io appunto ho seguito il ritmo
lasciando che prendesse possesso
di ogni centimetro cubo del mio corpo
che rapidamente è entrato in coppia
almeno quella

per il resto ho calpestato la mia fetta
di bicchieri da solo
e sempre da solo ho camminato
strusciandomi spesso e volentieri
lungo gli avanti e indietro
in cerca di qualcosa
qualcuno credo
che non è arrivato
o che se c’era
non me ne sono accorto
perché magari stavo pensando ad altro

solo non intendo isolato
perché di incontri e di scambi ce ne sono stati
e di piacevoli pure
ed ero con un amico
seppure impegnato altrove
come supporto a un gruppo che suonava

e anche perché a San Piero
ho un’amica
che non ha avuto voglia di uscire
ma abbastanza di farmi entrare in casa
per un aggiornamento dopo mesi
su vita e dintorni vari

e ci sono donne rare come lei
con cui la carezza
il tocco
è il linguaggio ordinario
se così si può chiamare

e senza entrare nelle zone
a rischio di non ritorno
è possibile fare un pieno
e darlo pure
di tenerezza base senza aspettative

e in fondo un limoncello fatto in casa
bevuto con molta calma
e col velluto della sua pelle
è un bel regalo

e c’era spazio per altre carezze ierisera
ma ho continuato a guardare
dalla finestra
il passaggio
fiume umano a corrente alternata
che mi attirava
forse miraggio
anzi miraggio certo

no non mi trattengo
grazie
voglio tornare fuori laggiù

senza accampare scuse
io raramente mi giustifico inventando scuse
sbaglio consapevolmente e pure lo dico in faccia
così non solo mi rovino l’occasione
ma mi brucio pure una seconda chance
vabbè

adesso mentre scrivo
sto tra due refoli
finalmente
d’aria
che si muove
in traiettoria me

due sono troppi forse
diciamo un refolo e mezzo via…

insomma poco fa
caffè appoggiato al davanzale
riscaldato è vero ma non era malvagio

poi è partito Ligabue alle spalle
ma non a tradimento
Miss Mondo ’99 caricato in canna
tutto sommato però abbastanza soft
un Liga pensieroso come sempre
ma un po’ di più del solito
forse

mi deve aver visto e capito al volo
perché scorre complicemente
facendo la sua strada
ed esce dalla finestra passandomi a fianco

ed io penso a molte cose
anzi ad una
ma molte suona meglio
mi dà una certa importanza
un’ampiezza di interessi e di orizzonti
possibili

e forse è anche così

ma penso per me significa sento
il filo conduttore
non sta nelle sinapsi
ma scorre a pelle
e lo avverto dentro
in un senso di vuoto
che il respiro stenta
a compensare

sarà pure l’aria di stasera
che non si fa prendere
che è tutta uguale
ma il cuore è altrove
e lo so

ed ha ragione il Liga
che con ironia e profondità
canta il suo Credo
e a volte sembra proprio
che stia vivendo in Valdarno
alla mia finestra pure lui

credo che ci voglia un Dio ed anche un bar
credo che stanotte ti verrò a trovare
per dirci tutto
quello che dobbiamo dire
o almeno credo…

ed io guardo ad ovest oltre il filo delle case
qui da me lo spazio è tutto gratis
e comunque è molto
e non si fa pregare a darsi
ma nell’orizzonte ovest
dove il sole si nasconde un po’
prima di andarsene
vedo Loppiano
con la grande chiesa che è una tenda verde

ma mi mancano pezzi importanti intorno
e la prospettiva di stanotte
anzi di stamani
quando all’alba son passato lì
sul lato opposto della valle
e il sole ad est
dall’altra parte
che saliva in alto
mentre adesso scende

alle 5 e mezzo di mattina
non di risveglio
ma di sonno forte che reclama spazio
e soprattutto un letto
perché gli squarci strappati
accostandosi con l’auto
lungo le strade
per evitare di addrizzar la curve
e dormire quanto basta per ripartire
fino al prossimo gettone di riposo
non sono sufficienti
neppure per vivere

ed io l’ho pensato
accarezzando l’alba
stamattina anzi stanotte
con la barba lunga di tre giorni
e il sudore addosso dell’aver ballato
senza risparmiarmi nulla

sì l’ho pensato
che mi sembra impossibile
essere a un passo da dove senti
che il tuo cuore è in cerca
e non averlo

o che è incredibile
fissare il premio o la soddisfazione
altrove
e vivere attendendo che le cose cambino

e stare fermi
oppure sempre in movimento
senza arrivare
o riposarsi mai


qua nessuno c’ha il libretto di istruzioni
credo che ognuno si faccia il giro
come viene
a suo modo
qua non c’è mai stato solo un mondo solo
credo a quel tale
che dice in giro
che l’amore porta amore
credo...


adesso è buio anche se il cielo ha ancora
una nota leggera di luce
nel suo blu profondo
e l’aria si muove e soprattutto
quella fuori
è altra
più leggera
e fresca
ed io la cerco
quest’aria nuova

1000 scampoli di stoffa
non fanno un vestito vero
e diecimila amori
facili o difficili non importa
ma diversi
non sono quello vero
non lo sostituiscono

c’è un senso innato
forse di verità o di illusione
che sa orientarti da dentro
a riconoscere cosa vuoi
forse per farti davvero male
succede quasi sempre
ma fa parte del gioco
credo

la differenza la fa
comunque
perché è ciò che vuoi
è desiderio
nostalgia delle stelle

ed io ho smarrito
ma non dimenticato del tutto
il senso di un tocco
che non sia solo novità
seppure necessaria anche quella
ma che sia presenza
fedeltà
un nome solo
da mettere a parte di tutto
un nome di donna
che quando nomini
associ senza forzarti
ad un’emozione
e una consapevolezza
uniche

nel momento
di massimo sradicamento da tutto
dove un letto di una donna nuova
o il seggiolino dell’auto
o il tappeto
o un prato
o qualunque piano orizzontale
o al massimo inclinato
con o senza tetto
sanno di casa o di non casa
mia oppure non mia
ugualmente
allo stesso modo identico

nel tratto di vita più nomade che ho
dove sto benissimo
da solo con me stesso
anche se mi sento solo

dove la mia pelle contiene tutto
ciò che sono
ma non sempre tutto
ciò che cerco
e che vorrei

sento che mi mancano soprattutto
le tue mani
le tue mani bellissime
le tue dita vere

sì sono proprio quelle
le tue mani libere
che mi tocchino
e restino con me
almeno per un po’

altrove adesso
amore che non c’è


credo che ci sia qualcosa chiuso a chiave
e che ogni verità può fare bene
e fare male
credo che adesso mi devi far sentir le mani
che a quelle credo


****************

Una canzone per te:
Ligabue, Almeno credo


http://www.youtube.com/watch?v=ZY6ZikcraMw

Fai il giro del mondo e fai girare il mondo...

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