domenica 27 gennaio 2008

le stagioni del padre - inverno (2° di 5)




rigido
quest'inverno è freddo
arido
cinico

l'aria è una morsa assassina
tagliola di ghiaccio
che bracca il fiato
lo spezza
lo sgretola

ma non accendo io
mai
il mio camino

ho il mio figlio
con me
quello grande
che sta sempre qui accanto
ed è lui che ci pensa
a far fuoco

e rimane a fissarlo
talvolta
occhi aperti su fiamma
in silenzio
o borbotta
qualcosa

il lavoro
ora è fermo
sono immobili i campi
durissimi
sono lastre di terra rugosa
crettata di ghiaccio

e si aspetta
si pensa

ed è un attimo il giorno
è brevissimo
anche quando
assai spesso
è un cristallo rigato dal vento
una scaglia di luce purissima
inchiodata dal gelo

ed il sole ora è timido
superstite pallido
che vola giù basso
e che rotola presto a nascondersi
dietro alle nevi

stanotte
una falce di ghiaccio
sospesa
in un nero totale
crivellato di stelle
spilli di luce a casaccio
nel nulla infinito

ho pensato
svuotando le tasche
frugando i ricordi
e di roba ce n’era
qua dentro…

catasta rappresa
entro un filo spinato
nel cuore…

ho rivisto lontano…

ho pensato…
e ho sentito…

no

non ce n’è per nessuno

levatevi tutti di torno
lasciatemi qui
maledetta ogni cosa
ogni uomo
ogni stupida coppia di occhi
invadenti
indiscreti

cosa diavolo avete
così
da guardare
indagare?

chi s’arroga il diritto
di mettere bocca…
chi mi sputa sentenze…
chi mi snocciola fuori consigli
che io non ho chiesto…

io non voglio nessuno

me ne resto da solo
ho bisogno
soltanto
di essere
lasciato in pace
sì...

io
me ne frego
dei vostri consigli
e dei vostri bisogni

buoni solo a voi stessi
all’oscuro di tutto…

e la vita che ho fatto
nessuno la può immaginare
la so io
solo io
maledetta
schifosa
bastarda

una vita di merda
a combattere sempre
a penare
a resistere

Dio…

anche lui
cosa vuole da me?
chi gli ha chiesto di esistere?
chi gli ha detto
di mettermi al mondo?

io lo vedo
oramai
l’ho capito
che ad amare
che a fare del bene
te ne capita sempre una nuova
e non trovi mai pace…

io non reggo
a vedere i bastardi di sempre
quelli che fanno il male
a vederli che godono
buona salute
hanno figli
hanno campi
se la spassano fino alla fine
impuniti
incoscienti
e non hanno rimorsi
pensieri
uno scrupolo
niente…

nulla di nulla...

e io sto qui
logorato
e ne ho viste di tutti i colori
e non sembra finita

ho dolori da sempre
perché?

io non voglio vedere nessuno
me ne sto con mio figlio

e speriamo che muoiano tutti
gli infami
i bastardi
che mi hanno deluso
che mi hanno tradito
e che soffrano loro
e le mogli
e i figlioli
e ogni cosa che hanno

e che abbiano in sorte
la sorte che io ho avuto

e che sappiano cosa vuol dire
patire davvero

possano avere un rasoio
alla gola
che li righi pian piano
e li laceri un pezzo alla volta

e che sentano il male
cos’è
come fa
come ti entra a far parte di ogni respiro
ogni attimo
ogni pensiero

come bracchi ogni voglia di luce
ogni filo di bene
come domini la tua coscienza
e ti renda cattivo
iracondo
diventi ossessione
una voglia infinita e insaziabile
di rendere tutto
di farla pagare
e di prendere al collo
il bastardo
l’infame
l’immenso infinito colpevole
di tutto il tuo male

colui
che è all’origine
di ogni tua pena
che ha la colpa di tutto

perché sai che è per lui
che ti senti un inferno
nell’anima
dentro
che non vedi più niente
di bello
di buono
solo attimi
briciole
pallidi raggi di luce
che tu sconti ogni volta
perché appena ci provi a vedere
a godere
a tornare alla vita
lui esce fuori dal buio
e ti azzanna

è incredibile come lo sappia
e previene ogni mossa
lui lo sa che ci provi
e ha già pronta una nuova minaccia
una lama più lunga
più forte
più subdola e inevitabile
e torna all’attacco…

ora basta...

ho finito
la voglia
di essere
vivo

ed il freddo ora è grande
è totale
e io non voglio più spendere
niente
in pensieri
o in ricordi

io sto qui
e ora lascio
giù
scorrere
tutto…

e se il figlio che avevo
l'ingrato
ora è vivo
superstite
vegeto
florido
o lacero
o solo
o pentito
non so...
ma
dovunque lui sia
io non gli auguro nulla

non c'è

non mi importa
più niente

è un inverno totale
ora qui
è già buio oramai
non si può più distinguere
nulla
oltre il vetro appannato
ove appoggio la fronte

ora sagome scure
da sole
ogni cosa sta sola
sta immobile

io non aspetto
né cerco
io non so
cosa voglio

vedo sempre
la morte
è dovunque

lei mi è entrata qua dentro
o son'io che ho deciso
di immergermi in lei
non lo so

sento solo
che ormai
è inevitabile
il mio essere grave
e che sono sfinito
è così

sono solo
cattivo
tradito

ho paura di me
sono rigido dentro...

(2 di 5 - continua)

Fai il giro del mondo e fai girare il mondo...

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