pianeta altro
mi sono ritrovata su un pianeta altro
non so come vi sia giunta, da quale incubo, non so
l'apparenza simile alla Terra che conosco mi ha ingannato all'inizio... mi son guardata intorno e ho visto le solite cose di ogni giorno...
eppure...
ho iniziato a credere a uno scherzo quando, ben presto, ho rivolto la parola ad un'amica, accanto a me... nessuna risposta, nessuno sguardo messo a fuoco sul mio corpo, sui miei occhi intensi ed allarmati
trasparente e senza suono, senza corpo, mi sono sentita...
mi sn messa a ridere pensando a quanto fosse brava a tenere quella parte, ma non scherzava... non mi vedeva, io non c'ero, no, per lei...
spaventata mi son rivolta ad un amico, che arrivava... che ha fatto la...?
ma nessuna risposta anche da lui... nessuno sguardo, niente...
per loro io non c'ero...
che è successo?
ma che succede?
ho iniziato a correre con questo senso allucinante d'angoscia, di disastro, che mi martellava... ho raggiunto un gruppo di persone che parlavano nel corridoio, alla macchinetta del caffè, ma avevo paura, stavolta... e se anche loro...
infatti... niente
trasparente, senza odore, senza suono... ero nessuna
terrorizzata, inebetita, mi son presa la testa tra le mani... e le mani hanno acchiappato il nulla e si sono unite tra di loro... le ho sentite con orrore trapassarmi, le ho guardate ed ho visto in trasparenza le piastrelle... sempre più nitide... le mie palme sempre più evanescenti, finché sono scomparse... ed io con loro
sono diventata solo sguardo
solo ascolto
solo attesa di tutto
solo anelito di un tocco
di qualcuno che oltre a me potesse dirmi
esisti
e ho iniziato a
come dire
andare a giro
sì
vagare
non so come
la mia volontà soltanto
mi ha portato come telecamera a spostarmi in ogni luogo
fotodrammi
e piano piano il senso dell'angoscia s'è assestato
su una quiete silenziosa e senza sbalzi
uno stato cronico di essere presente senza aver presenza
un'attenzione a tutto e ad ogni cosa
ad ogni istante
come se da quel momento in poi io fossi spettatrice
solamente
della vita
presa diretta e senza interferenze
e mi son vista da
non so
fare il mio ingresso in scena
entrare come un'altra al mio cospetto
ed ho guardato me
nel mondo altro
fare le cose che conosco
che ripeto
ma erano altre cose
tutto era altro
in me ed intorno a me…
mi sono vista entrare in un negozio
una panetteria
la solita di ogni giorno solito
e attendere il mio turno
mentre i miei pensieri
di me lei
quell'altra me
erano altrove
ed il mio cuore il suo era anche lui altrove
ho visto me ordinare alla fornaia gentilmente
con cortesia automatica tirar fuori un sorriso
mezzo
e la mia testa altrove e anche il mio cuore sempre
ho visto entrare dalla porta l'uomo che penso
che vorrei
e che tengo via da me
a distanza
vedermi e salutarmi
frazioni di secondo a tutto sguardo
ho chiuso le emozioni e ho ricevuto un bacio di saluto
a doppia guancia
e un cenno breve di abbraccio contenuto
ho visto lui e me diversamente persi
diversamente soli
diversamente prigionieri di una vita aliena
ed ho sentito la mia angoscia arresa
la disperazione che non lotta
si rintana e basta
e gli attimi sfuggire via
con lui
la sua presenza
a solo un metro
lui parlare e chieder la focaccia alla fornaia
a recitare la sua parte
a mezzo passo dal mio volto
le mie labbra
dal mio cuore solo
e ho visto me
non fare niente
lasciar perdere me stessa
ho visto il tempo breve dell'incontro
andare via
bruciarsi
e me
una voce senza me
rispondere come un'automa
ad un'amica che
ora iniziava a far domande a raffica
su cose da fare la mattina su doveri impegni
bla
bla bla
bla bla
ed io che senza sguardo
non so bloccarla non so dirle levati di qui
e non so dire a lui
amore mio ti prego fermati
non lasciarmi qui da sola
salvami raggiungimi
io non so chiamarti so soltanto assistere...
so soltanto essere altrove…
non so chiedere aiuto
aiutami…
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Una canzone per te:
Evanescence, Bring me to life
save me from the nothing I’ve become...

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