9ª donna: E. - Toscana - 13 anni nel gennaio 1982
nome e cognome tuoi
assolutamente inconfondibili
non ho più tracce di te
da 25 anni
e non sono pochi...
ma non puoi essere che tu
psicologa a disposizione
di un centro d’ascolto nelle scuole
ed io leggo adesso nella circolare
che arrivi qui lunedì prossimo
dove faccio sostegno ad un ragazzo
che interagisce meglio con la classe e i prof
se ha qualcuno dietro
o meglio accanto
scanning file inside... waiting...
si ricollegano i frammenti
tornano ai banchi di scuola
ed io ritorno grazie al tuo ricordo
al terzo banco fila di sinistra
guardando dalla cattedra
alla mia tua nostra scuola media
dove sediamo uno davanti all’altra per tre anni
e il pensiero di rivederti è così bello
che non vedo l’ora che arrivi lunedì
e immagino la scena e la sorpresa
è l'anno del Provveditore '81-'82
gioco a baseball e vado all’oratorio
sono un ragazzino vivace e magrolino
dagli occhi furbi e dal sorriso facile
basso di statura
quando sto zitto
sembro un po' più piccolo di me
se invece apro bocca un po’ più grande
il vino buono sta nelle botti piccole
risposta fritta e rifritta
ma ho imparato a dirla e a masticarla
tanto il convento adesso passa questo
e per lo sviluppo ripassi pure in terza superiore...
tu invece sei già decisamente grande
hai i tratti della donna seppure ragazzina
un cesto enorme di capelli ricci scuri
due occhi grandi neri bellissimi
con un tono serio serio pensoso
fondi di caffè amaro
e un lampo formidabile che ti si accende
quando sorridi
quando la bocca ti si schiude
sui denti bianchi molto belli
in un taglio di labbra che comunica intelligenza grande
e grande innocenza di bimba responsabile
sei figlia di professoressa
e questo i bravi e giudiziosi docenti
te lo ricordano abbastanza spesso
quanto basta a toglierti un po' di leggerezza...
è l’anno del quasi scudetto della Fiorentina
che prepara l’estate magica del titolo mondiale
in classe siamo amici e insieme a pochi altri
formiamo un piccolo gruppo
una porzione di banchi
dove c’è un patto di solidarietà non scritto ma che regge bene
per tutto il tragitto delle medie
mentre col resto della classe insomma...
non c’è scontro aperto
ma una guerra fredda o una pace indifferente
noi due non ci vediamo al di fuori della scuola
non ci sono uscite o compiti da fare insieme
ma c’è una bella intesa
e io adoro vederti ridere alle mie battute
il lampo dal fondo di caffè
e il sipario aperto sui tuoi denti bianchi
che mi regali così spesso
E. carissima
che poi tra il gruppo delle femmine di classe
sei una di quelle
anzi forse sei decisamente quella
che ha già un seno da donna che si nota
e per notarlo io che sono ancora in fase preadolescenziale
dev’essere proprio evidente e bello
e infatti lo è
ma non sei tu
la ragazzina del mio cuore
sono due anni che vado dietro alla solita
che mi piace
e a lei non gliene frega nulla di me
al di là di un po’ di simpatia che mi concede
vabbè
e adesso che siamo in terza comunque
ho allargato il giro
perché testosterone ancora da venire o no
qualcosa comincia a svegliarsi in me
e la terza media è sempre uno spartiacque magico
un trampolino steso verso la vita adulta
che viene
e penso e ricordo queste cose e altre
ora che è il lunedì da calendario
e all’ora giusta scendo con il mio pupillo
e ti vengo a cercare nei locali delle segreterie
vedo una tipa
che non passa inosservata
in piedi mani in tasca di un bel giaccone chiaro
con un bello scollo
generoso
pantaloni scuri stivaletti occhiali da sole sopra il capo
il capello è liscio ma non conta
quella sei tu
penso
mi lascio un minimo di dubbio mentre ti vengo incontro
perché come sempre accade in questi casi
al primo impatto noti solo le differenze con l’immagine pregressa
e ti chiamo per nome e mi piazzo davanti a te sorridendo
vediamo se mi riconosci...
e io adoro queste cose
perché mi danno tutto il tempo dell’imbarazzo altrui
per guardare osservare ricordare e gustarmi
questo bellissimo processo del riconoscersi
e sarà il fatto che davvero pare che io sia cambiato
leggermente
oppure che tu sia un po’ arrugginita nei ricordi
ma se io non ti do il nome tu non ti schiodi
dallo sguardo a punto interrogativo
misto a tante altre cose
che ti si legge addosso
e finisce a tarallucci e vino
con un bell’abbraccio e tutte le cose che si dicono qui
mentre si fa l’update di un quarto di secolo
e ci diciamo in cosa siamo cambiati e in cosa siamo gli stessi
il tuo sorriso è uguale mi dici sorridendo tu
e ci sono ovvietà come questa che valgono tanto oro
quanto sono leggere e belle
e me la prendo tutta
sì
... (per il seguito contatta l'autore)
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Una canzone per te:
Richard Sanderson, Reality
Dreams are my reality...
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